L’ultima goccia

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Il vaso è stracolmo. Ancora un pò e trabocca. L’ultima goccia, quella che dà la mazzata definitiva, potrebbe materializzarsi nel 2018.

Assorbiti dal Gp di Abu Dhabi e da tutto ciò che ne è seguito, poca o nessuna eco ha avuto l’anticipazione di FormulaPassion.it: Sky sarebbe vicina a firmare un contratto multimilionario per tramettere in esclusiva la F1 in Italia.

Dunque, qualora l’indiscrezione fosse confermata e la trattativa andasse effettivamente in porto, il 2017 sarebbe l’ultimo anno di trasmissione in chiaro del mondiale di F1, almeno per la tv pubblica.

La Rai, che negli ultimi anni ha proposto alcuni Gran Premi live ed altri in differita, nulla potrebbe, sempre secondo FormulaPassion.it, di fronte alla mega offerta di Sky, che, stando ai si dice, avrebbe messo sul piatto ben 80 milioni di dollari all’anno solo per l’Italia.

Ora, non sappiamo se questi sono effettivamente i termini della trattativa, né se la stessa si concretizzerà.

Quello che sappiamo è che una svolta del genere sarebbe un colpo decisamente negativo per questo sport, soprattutto perché non sarebbe un caso isolato, visto che in Inghilterra dal 2018 accadrà lo stesso.

Il passaggio completo alle pay tv è, secondo chi scrive, oltremodo penalizzante per una F1 già in declino per numero di (tele)spettatori e appassionati.

Ancora una volta i padroni del vapore dimostrano di avere una visione miope, concentrata solo sull’oggi, a spremere il limone fino all’ultima goccia, senza avere minimamente una visione e un progetto a medio-lungo termine.

Una F1 complicata, noiosa, incapace di accendere la passione come un tempo, cervellotica, persino nevrotica nei suoi mille cambiamenti regolamentari, opprimente tanto per la personalità e il talento piloti quanto per la fantasia dei progettisti, dovrebbe tendere la mano alla gente per cercare di riavvicinarla a questo sport.

E invece si va nella direzione esattamente opposta. Ci si chiude ancora di più. Si alzano muri, si escludono gli appassionati, cioè il vero motore di questo sport.

Attenzione, questa non è (solo) retorica. E’ (anche) un ragionamento strettamente legato al business.

Se sempre meno gente guarda la F1, che senso ha per case e sponsor investirvi?

Se sempre meno gente guarda la F1, come fanno i giovani ad appassionarsi a questo sport?

Tra 10 o 20 anni, esaurito quello zoccolo duro che segue la F1 “no matter what”, chi la guarderà più se non ci sarà il ricambio generazionale?

Ecco perché prima si parlava di ottica miope. Per l’uovo oggi si sacrifica la gallina domani.

Magari Sky deciderà di mandare alcune gare in chiaro come fa già con la MotoGP, ma i punti sono due.

Primo: Come già accaduto dal 2013 in poi (cioè da quando la Rai tramette solo parte delle gare in diretta) parte dei telespettatori che non vogliono o non possono abbonarsi a Sky finiranno col non seguire più la F1.

Immaginate di voler leggere un libro. Avete la possibilità di leggere solo alcune pagine, le altre no. Almeno non quando volete voi. E magari le pagine a cui non avete libero accesso ve le spoilera qualcuno, rovinandovi il gusto. Alla fine è comprensibile che uno si stufa e decide di non leggere più quel libro, neanche le pagine a cui aveva libero accesso.

Stesso dicasi per una serie tv. Potete guardare solo alcune puntate. Finisci col non seguire più il filo, perdi interesse e alla fine non la guardi più.

Secondo: Qualora Sky dovesse decidere di mandare alcune gare in chiaro -poniamo- su Cielo, immaginiamo che commentatori, opinionisti sarebbero gli stessi. O comunque la linea editoriale sarebbe la stessa.

Ora, chi ha avuto modo di rendersi conto del lavoro di Sky Uk ha constatato una differenza abissale con Sky Italia, dal punto di vista giornalistico e non solo.

Del resto basta vedere il fior fior di voci teniche che hanno a Sky Uk. Il confronto è decisamente imbarazzante.

Qui da noi la logica è quella del Ferrari Channel. Del resto in cabina di commento c’è Genè che indossa la divisa del Cavallino.

La linea editoriale è quella, non c’è niente da fare. Nel calcio Sky e Mediaset Premium propongono l’opzione della telecronaca “faziosa”. Pellegatti, Zuliani, Auriemma e, una volta, Alvino. Bene, con la F1 non ci sono opzioni. C’è solo la telecronaca “faziosa”.

L’attenzione, spasmodica, è quella rivolta a trovare l’hashtag cool (immaginiamo le riunioni di redazione…) o la clip con la musica ad effetto.

Fuffa. Fumo negli occhi. La sostanza dov’è?

E l’unica voce veramente fuori dal coro, cioè Jacques Villeneuve, è quella che ha meno spazio, tanto da rimanere quasi sullo sfondo.

Ma soprattutto c’è un’occasione mancata. Scegliendo di parlare solo ai tifosi (o meglio solo ai tifosi della Ferrari), oltretutto senza spirito critico e, anzi, con atteggiamento di genuflessione, si è persa l’opportunità di formare e nutrire l’appassionato.

Forse perché, oltre all’autorevolezza, mancano le capacità e le competenze.

Ed è un peccato. La storia lo insegna. Il tifoso può essere anche occasionale. E quando la Ferrari va male spesso le gare non le guarda (sarà per questo che il venerdì, a sentire Vanzini e compagnia bella, sembra che le Rosse faranno doppietta la domenica?). L’appassionato, quello vero, guarda sempre le gare, Ferrari competitiva o no.

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