L’amore è eterno…finchè dura

Dobbiamo ammetterlo. In qualunque modo la si giudichi (noi la pensiamo cosi’), la decisione di Rosberg ha aperto scenari inattesi e ravvivato un mercato che sembrava ormai chiuso o giù di li’.

Chi prenderà il posto di Nico? L’argomento tiene alto l’interesse in un momento in cui (mondiale finito, presentazioni e test lontani) la F1 ha pochi altri spunti da offrire.

E invece, cosi’, tiene banco il dopo-Rosberg. Se ne discute sui social, nei media, perfino al buon caro e vecchio bar.

Il sedile vacante è ambitissimo (ci mancherebbe altro) e stando a Lauda almeno metà dei piloti in griglia si sarebbe offerto (e non facciamo fatica a credergli).

Dalla rosa di papabili si autoesclude Vettel, che ci ricorda che lui (e Raikkonen) sono legati ancora per un anno alla Ferrari.

Dunque, a meno di clamorosi colpi di teatro a Maranello non si cambia. Almeno per il 2017.

Tra i ferraristi c’è chi è rincuorato (una buona parte, credo) e c’è chi, leggendo tra le righe, non manca di soffermarsi sul significato delle parole di Seb.

I più smaliziati, infatti, notano che il tedesco, già apparso nervoso e incline all’errore in questo 2016 certamente inferiore alle ambizioni della vigilia, non si è lasciato andare a dichiarazioni d’amore nei confronti della Rossa, né a manifestazioni d’intenti per il medio-lungo periodo.

Insomma, niente frasi ad effetto. Niente Ferrari a vita. Niente resto perché credo nel progetto. Niente voglio aprire un ciclo vincente con la Rossa.

No, Seb si è limitato a ricordare un obbligo contrattuale. Un vincolo giuridico che lo lega (imprigiona?)alla Ferrari.

E, almeno a leggere certi commenti o ad ascoltare certe conversazioni, la cosa ha infastidito qualcuno, tanto che i più irriducibili si spingono a consigliare ad Arrivabene di mostrare subito l’uscita al tedesco, nel caso quest’ultimo volesse cambiare aria.

Io, sinceramente, non vedo perché ci si debba scandalizzare o ci si debba sentire punti nell’orgoglio.

Qui non c’è nessuna lesa maestà.

Primo: Le dichiarazioni d’amore, le frasi roboanti, le manifestazioni pubbliche non fanno parte del personaggio Vettel. Seb pare un ragazzo amante della discrezione, non frequenta i social né il glamour, è molto attento alla sua privacy, difficilmente si lascia andare davanti ai microfoni. I team radio sono un discorso a parte.

Secondo: Anche fosse arrivata la frase ad effetto, proprio i ferraristi, almeno quelli con più memoria, dovrebbero ricordare che altri -in un passato anche molto recente- coi fatti hanno smentito dichiarazioni d’amore eterno alla Rossa, sbarcando in altri lidi.

Terzo: i tifosi devono capire che il pilota è un professionista e come tale ragiona e agisce. Quindi prende le decisioni che ritiene più opportune per la sua carriera. Punto e basta. Alesi che strappa il contratto con la Williams ammaliato dal mito del Cavallino è un’eccezione, probabilmente di altri tempi.

Quarto: Vettel alle prime difficoltà ha lasciato la Red Bull, che lo aveva allevato sin dai kart e che lo aveva messo in condizioni di vincere 4 mondiali. Perché dovrebbe rimanere in Ferrari se non crede nel progetto? Parallelamente la Ferrari ha anch’ella il diritto/dovere di guardarsi intorno e fare le sue valutazioni per il futuro. Meglio prima che poi.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...