Massime e..paradossi

Certo che in Messico ne abbiamo viste di tutti colori…

1) Tra i due litiganti il terzo gode. Un pilota taglia il traguardo in terza posizione. Un altro sale fisicamente sul terzo gradino del podio. Ma i punti del terzo posto vanno ad un altro ancora. Cose mai viste in 67 anni di F1.

2) Chi è causa del suo mal pianga se stesso. Vettel viene penalizzato in base ad una regola che lui stesso (insieme ad altri, ovviamente) aveva caldeggiato per limitare le scorrettezze (o presunte tali) di Verstappen.

3) Mai fare di tutta l’erba un fascio. In questi anni quante volte (noi per primi) abbiamo abbaiato contro le vie di fuga in asfalto? Però bisogna ammettere che a volte un piccolo pregio ce l’hanno! Mi spiego. Rimaniamo in casa nostra e prendiamo Monza. Se arrivi lungo alla prima chicane devi fare lo slalom tra i cartelli e perdi tempo. Rosberg nel 2014 ci perse la gara, ricordate?

Idem alla Roggia. Chi arriva lungo deve fare il percorso esterno delimitato dai birilli, prima di poter rientrare in pista.

Ma in Messico all’esterno della prima chicane c’è l’erba, che Verstappen ha tagliato bellamente.

Niente birilli, niente percorsi obbligati, niente cartelli. Insomma, non sempre erba è meglio.

4)Si stava meglio quando si stava peggio. Tante volte penso che questa grande libertà di espressione che pensiamo di avere in questa società 2.0 (o 3.0) di web, social network, dirette streaming, grande fratello, tutto in diretta e sempre connessi, sia solo un’effimera illusione. Secondo me si era più liberi prima. Certo oggi abbiamo tanti strumenti in più. Ma l’odiosa dittatura del politically correct li opprime e deprime. E cosi vogliamo sentire i team radio, intervistare i piloti nel giro di formazione, assaporare la loro adrenalina, ma poi ci scandalizziamo (io per primo) per lo sfogo, per la parolaccia, per il vaffanculo bippato in diretta mondiale.

5)Chi si accontenta gode. Mai visto un quattro volte campione del mondo esultare cosi’ per un semplice podio, giunto per giunta “a tavolino”. E nemmeno un team principal di un top team. Certo, in quel momento la soddisfazione per gli sforzi di piloti e team era legittima. Ma pareva che si fosse vinto un mondiale. Questo la dice lunga sulle difficoltà attuali della Rossa, di chi la pilota in pista e di chi la gestisce. Ah, come sono lontani i proclami di inizio anno!

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One thought on “Massime e..paradossi

  1. A Monza non sempre i piloti percorrono la striscia di asfalto del video però…Tanti piloti tra l’altro, molto furbescamente, per fare presto forzano il passaggio attraverso le frecce in polistirolo girandoci intorno o abbattendone alcune…Un pilota della Formula V8 3.5 invece di fare il percorso obbligato in prima variante a Monza ci ha girato intorno…E li guadagni qualcosa perchè spesso fa la differenza tra rientrare ultimo o penultimo…Ma li alla gente non frega perchè vogliono solo correre, non si fanno gli sgambetti e i reclami fasulli in direzione gara…Io sarei per una cosa molto blanda, hai fatto vedere di aver perso quel tanto che basta, bon a posto…Non sarà mica il decimino perso o acquisito a rompere le balle dai…Che se uno vuole te lo ripiglia subito il decimino.

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