Gioie e dolori di una vittoria all’ultimo giro

Conquistata con la rabbia ed il sudore.Messa su di un piatto d’argento per un guasto o disattenzione dell’avversario,regalata dal compagno di squadra o nata da un’incomprensione…è la vittoria con leader che cambia all’ultimo giro. Quella in cui ti aspetti di veder arrivare un casco di un colore sotto la bandiera a scacchi ed invece arriva l’altro.

È quello che abbiamo assistito domenica con Hamilton che va a prendersi la vittoria su Rosberg che era in testa all’ultimo giro. Cerchiamo di raccoglierle tutte queste imprese sul filo di lana. Imprese rare nell’epoca dei millenial perché le auto non si rompono quasi più, ma anche in passato spesso è stato l’uomo a vincere sulla vettura più che a sopperirne.

Canada 2011 è un capolavoro di guida di Button che su Mclaren va a metà giro dalla fine superare Vettel in piena crisi di pneumatici su pista che si stava asciugano.

Suzuka 2005,sempre di Mclaren si parla con Raikkonen che indemoniato va a superare il nostro Fisichella quando ormai l’italiano si stava pregustando la Vittoria

I colori italiani hanno un rapporto dolce amaro con l’ultimo giro. In Francia nel 1990 Capelli su Leyton House perde il primo posto a favore di Prost quando ormai l’impresa storica era lì a pochi km. E pensare che nel gran premio precedente non si era nemmeno qualificato.

Il sorriso per gli italiani arriva però con Montecarlo 82,con Patrese che coglie la sua prima vittoria iridata nel famoso ultimo giro in cui la leadership passa di mano 3 volte…tra chi rimpiangerà per sempre quell’ultimo giro ci sarà il nostro de Cesaris con la sua Alfa che si ammutolisce anch’essa nel giro finale nella sua più grande occasione di vittoria.

E Baghetti?  Non dimentichiamoci dell’impresa unica ancora ad oggi del nostro Giancarlo a Reims nel 1961 dove riesce a superare Gurney nel rettilineo finale. Sarà la sua prima vittoria ed anche unica…ma resterà nella storia perché ottenuta all’esordio in F1. (Non tenendo conto della gara inaugurale delle F1 ovviamente )

Per tornare nell’epoca moderna abbiamo la Mclaren di Hakkinen che resta ferma a Barcellona 2001 o Hill su Arrows in Ungheria 1997 che vede sfuggire di mano una vittoria certa per una panne idraulica e spalancando le porte  a acques Villeneuve che di quei punti in più avrà gran bisogno a fine anno per diventare campione del mondo. In Canada nel 1991 Mansell stava già salutando quando all’uscita dell’ultimo tornante la sua Williams per un guasto elettrico si ferma. Passa e ringrazia Piquet che va a vincere su Benetton. Senna a Suzuka nel 91 a mondiale acquisito con l’uscita di Mansell decide di regalare la vittoria a Berger che per due anni lo aveva aiutato ma non aveva ancora vinto in Mclaren. All’uscita dell’ultima curva Ayrton alza il piede e lascia passare Gherard che sulle prime si incazza perché non vuole vincere così ma poi capisce che il gesto di Magic era leale e non elemosina.

Un altro dramma dell’ultimo giro è quello che vive Depailler in Sudafrica nel 78 con la sua Tyrrell che resta senza Benzina a favore di Peterson. Peterson che è tra i beffati della volata del gran premio d’Italia 1971 dove in un’orgia di scie inziò  l’ultimo giro dove chiunque dei primi 5 poteva vincere. La spuntò Gethin su Peterson appunto,poi Cevert,Hailwood e Ganley.

Poi ci sono Brabham e la Ferrari che hanno strani rapporti con l’ultimo giro.

Pessimo rapporto per la casa di Maranello, quasi masochistico. Chi non si ricorda di Austria 2002? Il gp in cui fu ordinato a Barrichello  di far passare Schuamcher perché il contratto tra le parti recitava così. E Rubinho che fa passare si il tedesco, ma frenando sulla linea del traguardo. Il pubblico ed il mondo tutto si sentì preso in giro quel giorno.Anche perché Schuamcher per vincere il mondiale non aveva bisogno di vincere quella gara in quel modo tanto era superiore. La pantomima sul podio con Schumi che consegna la coppa del vincitore a Rubens cercando chissà quale giustificazione  provoca ancora conati di vomito in chi scrive e i fischi delle tribune ancora rimbombano a Zeltweg. Come se non bastasse ad Indianapolis sempre nel 2002 va in scena una quasi replica del gp d’Austria con il duo Ferrarista che sbaglia l’arrivo in volata e la vittoria invece di andare a Schuamcher va a Rubens…chiamatela se volete compensazione…dalla Ferrari giurano che Rubens non ha dato un colpetto di gas. Imola 82 resta e resterà una macchia indelebile nella storia della Rossa che dai box non riesce a gestire la lotta in pista tra Villeneuve e Pironi. Gara senza i team garagisti alla partenza in piena lotta FISA- Foca , il gran premio negli ultimi giri diventa uno show tra i due Ferraristi.  Gilles è convinto che la vittoria aspetti a lui. Con Pironi negli ultimi giri si supera e risupera convinto che alla fine il francese lo scorti  al traguardo come lui faceva con Scheckter.Tanto lo spettacolo lo stanno facendo per il pubblico. Invece dai box non danno nessun segnale,se non un cartello che appare con la scritta Slow. Che vuol dire slow? Le comunicazioni  radio allora non esistevano. Dici piano… a due pazzi del genere? La frittata è bella che servita. Pironi nell’ultimo giro ruba la vittoria a Gilles che fuorioso manco vorrebbe salire sul podio. Lo convincerà Jackie Stewart…quello che venne dopo,Zolder è storia purtroppo triste. Ma dare la colpa a Pironi non serve…la colpa fu del muretto che non diede un segnale chiaro ai due.

L’altro protagonista dell’ultimo giro è Brabham. L’australiano prima gode poi piange. A Sebring nel 1959 è al comando ma proprio nel fantomatico ultimo giro finisce la benzina calcolata appositamente al limite per avere l’auto più veloce. La vittoria,la prima,va ad un certo Bruce McLaren,  ma la gara resterà negli annali perché Jack scenderà dalla vettura è la spingerà sul traguardo fino al quarto posto. Tanto serve per dargli la Vittoria nel campionato del mondo. L’uomo che si ribella alla macchina.

Uomo che si frega invece con le proprie mani a Monaco 1970 dove proprio  Brabham sbaglia all’ultima giro,anzi ultima curva, perché per difendersi da Rindt decide di prendere una traiettoria diversa dal solito,più protettiva,ma frena nello sporco,  va lungo  ed incastra la sua brabham tra le balle di paglia…Rindt taglia il traguardo primo nello stupore di tutti,anche del direttore di pista che non gli sventola la bandiera perché aspettava Jack…e pensare che proprio Rindt aveva deciso di tirare i remi in barca nell’ultimo giro per accontentarsi del secondo posto…ah se lo avesse saputo Black Jack…

Ma signori e signori…è il pilota di ieri,oggi e domani che raccoglie la vittoria più immensa della storia del motorsport all’ultimo giro. TAZIO NUVOLARI in Germania nel 1935,al Nurburgring in casa di Hitler. Se ti chiami Tazio Nuvolari ogni impresa è possibile. Perfino quando la Germania nazista ti schiera contro 5 Mercedes Benz di Von Brauchitsch, Fagioli,Lang,Geiger,Caracciola ed un Auto Union di Stuck. Il gran premio doveva essere una parata trionfale per le case tedesche ma Nuvolari con la sua Alfa Romeo pressa lo squadrone teutonico per tutta la gara ed è lui che si presenta primo sul traguardo, non la Mercedes di Von Brauchitsch in crisi di benzina e con un problema alla gomma al Karussel. Pensate che l’orgizzazione non aveva nemmeno l’inno italiano da suonare perché riteneva impossibile una sconfitta. Fu Tazio a consegnare la registrazione dell’inno agli organizzatori…lui ne teneva sempre una copia in borsa. Diavolo di un Nuvolari!

Annunci

2 thoughts on “Gioie e dolori di una vittoria all’ultimo giro

  1. Complimenti! Bell’articolo. Sempre bello rileggere storie epiche del motorsport. Non mi ricordavo così tanti episodi decisivi all’ultimo giro.
    Ma forse l’ultimo giro più combattuto è la vittoria in volata di Gethin a Monza ’71. Cinque piloti nello spazio di pochi centesimi di secondo.
    A Monza vigeva la regola (frutto dell’esperienza, non delle normative!) di non iniziare mai in testa l’ultimo giro sennò l’avversario grazie alla scia poi ti superava.
    Alberto Sabbatini

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...