Back to the future : 20 anni fa….

10 marzo 1996. Ho 14 anni e sono al primo anno del liceo. Clinton (Bill, non Hillary!) è il presidente degli Stati Uniti. Qui da noi Dini è il presidente del consiglio, Scalfaro è al Quirinale e circola ancora la lira. Il cellulare serve per telefonare e internet beato chi ce l’ha.

Il Milan di Capello si avvia a rivincere lo scudetto. Il figlio di Graziano Rossi sembra sia bravo, mi pare si chiami Valentino. Quest’anno fa il suo esordio nel mondiale. La F1 la trasmette Mediaset. Mediaset e basta, niente Premium.

Stanotte non ho chiuso occhio. Cioè, il piano era di uscire con gli amici e poi dormire 3-4 ore.

Ho puntato la sveglia per sicurezza, ma alla fine non serve. Mi giro e rigiro nel letto e rimango sveglio.

Questo è un gran premio importante. Non solo perché è il primo dell’anno. Ma perché è il primo di quella che mi sembra una nuova era.

Tifo per la Ferrari. Ma in questi anni di gioie ne ho avute poche. A dirla tutta io un pilota Ferrari campione del mondo non l’ho mai visto. Nel 79 non ero ancora nato.

Ancora mi incazzo se ripenso a Senna che butta fuori Prost a Suzuka. Cioè, Ayrton forse aveva le sue ragioni. Ma quella volta li’ gli ho urlato contro. E quando è volato in cielo ad Imola poi me ne sono pentito amaramente.

Alesi mi stava simpatico. Come si fa a non voler bene ad uno che guida col cuore? Jean è stato sfortunato più di una volta! E poi quel numero 27…

Adesso c’è Schumacher. Non mi ha mai fatto impazzire e, sotto sotto, quando stava alla Benetton mi stava pure un pochino sulle scatole.

Ma è il migliore, non c’è dubbio. O almeno senza Senna lo è. Chissà che duelli con Ayrton se…

Il punto è che con i se e con i ma non si fa la storia. C’è solo Schumacher. E Schumacher adesso ce lo abbiamo noi.

Quando ha provato il V12 (a proposito, non avremo più il V12, mi piaceva troppo il suo urlo!) ha detto: “Come avete fatto a non vincere con questo motore?”.

Forse la macchina non era male. E quella di quest’anno sarà meglio. Lui, poi, ci può mettere quel mezzo secondo di suo.

Sulla carta, almeno. Perché in qualifica Irvine gli è stato davanti. Però, Eddie! Che poi De Adamich lo chiama Chrissy, come un pilota della sua epoca… Chris Irwin.

Io avrei preferito un pilota italiano per la seconda Ferrari. Per esempio stò Fisichella, che oggi debutta con la Minardi e tutti ne parlano bene.

Pure Villeneuve è stato davanti a Hill. Caspita, se Hill non vince quest’anno il mondiale non lo vince mai più. la Williams è forte e lui ha più esperienza di Jacques.

Hakkinen mi ha impressionato. Reduce dal coma, tanti pensavano che dovesse dire basta. E invece non solo è tornato, ma in qualifica ha rifilato pure un secondo e tre a Coulthard.

Le macchine quest’anno sono un po’ diverse per via delle protezioni laterali. Chissà se potevano salvare Ayrton, di certo in futuro salveranno altri.

Questa nuova pista non è male. L’Albert Park. E’ più moderna di Adelaide, più sicura, forse più banale.

Uffa, ma quanto manca ancora alla partenza? Da quest’anno non c’è più il verde, solo i semafori rossi che si accendono uno alla volta e poi si spengono tutti insieme. Boh…speriamo che le Ferrari partono bene. Io non stò più nella pelle.

Un attimo, c’è Claudia Peroni che intervista Schumacher…

p.s.: sono passati 20 anni, anche se (almeno a me) sembra ieri, sono cambiate tantissime cose.

Ma, effetto nostalgia a parte, provo a ragionare in maniera più fredda che posso. Quella F1 era davvero più bella di questa? Secondo me si.

E non solo e non tanto perché le macchine erano più gradevoli da vedere e da ascoltare. Ma soprattutto perché la F1 era ancora uno sport.

Attenzione, oggi il talento medio dei top driver è probabilmente superiore. La gara in sé non fu scoppiettante, con i parametri attuali potremmo definirla perfino noiosa. Ma i pochi duelli o sorpassi erano veri e non “drogati” da Drs, gomme usa e getta ecc..

Il dominio Williams era totale, simile a quello visto nelle ultime due stagioni con la Mercedes.

Il quinto in griglia di partenza prendeva un secondo e sette decimi. A fine gara il terzo, Irvine, fu staccato di oltre un minuto. Eppure nessuno si sognava di introdurre astruse regole per rimescolare la griglia di partenza.

Il dominio, perfino la noia, erano considerate perfettamente normali, in quanto semplicemente frutto del valore delle forze in campo.

Quando la F1 cerca lo spettacolo ad ogni costo ricorrendo all’artificio, quando smette di essere sport per diventare wrestling, snatura la sua identità e ottiene l’effetto opposto rispetto a quello prefissato, finendo per allontanare ulteriormente il pubblico.

Ultima annotazione sul fronte sicurezza. 20 anni fa si introducevano le protezioni laterali, che , tra l’altro, furono preziosissime nel terribile incidente di Brundle alla prima partenza. Oggi si sperimenta e si discute l’halo. Sperando che serva davvero…

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