Ferrari in Borsa a Piazza Affari: la F1 chiama

Dopo Wall Street ecco Piazza Affari.
Marchionne non è Montezemolo e lo sapevamo da tempo.
Oggi la Ferrari è quotata in borsa anche in Italia. Un passo che sarà felice o no per la rossa?

Montezemolo continua a dire che Marchionne sta scambiando la Ferrari per il bancomat della FIAT e forse tutti i torti non ha visto gli ultimi avvenimenti.
Qui non voglio parlare specificatamente di borsa, perché già fatico a gestire in banca i pochi denari che riesco a risparmiare dallo stipendio…quei discorsi li lasciamo a persone più competenti.

Guardiamo le cose dal punto di vista del motorsport. La Ferrari per la sua storia venderebbe auto anche senza vincere il mondiale di F1,non lo vince dal 2008, eppure i numeri delle vendite non sono in calo,anzi.
La quotazione in borsa però, per rinforzare il titolo, ed invogliare (beato chi puo) ad investire,necessita dì una Ferrari sulla bocca di tutti,sulle prime pagine dei giornali e in primo piano in TV (cosa quest’ultima che in Italia succede già, ma ahimè per altri motivi).
La Ferrari dovrà essere vincente in F1 nel prossimo paio di anni, e per vincente vuol dire campionato del mondo,non singole tappe.
La cosa visto la forma Mercedes non sembra facile ma abbiamo visto il salto evolutivo fatto dalla rossa lo scorso anno e come sia riuscita incredibilmente,meglio di tutti, a gestire i gettoni per lo sviluppo.
Nel 2017 cambierà il regolamento tecnico. Potremmo assistere ad uno sconvolgimento dei valori in campo…I regolamenti si cambiano per quello tra l’altro…
Marchionne sembra avere allargato i cordoni della borsa per lo sviluppo rispetto a quanto aveva fatto ultimamente Montezemolo e nel 2017, la rossa dovrà investire ancora di più proprio per via del cambio regolamentare.
Il diktat di Marchionne che vuole una rossa vincente nel mondiale nasce anche da tutti i soldi che stanno girando attorno al marchio di Maranello negli ultimi tempi.Non vincere ancora sarebbe grave. La voglia del mondiale potrebbe non essere un fatto solo di passione per il buon Sergio. Noi che non siamo nati sotto il cavolo lo sappiamo benissimo che la F1 da tempo è cambiata e non c’è più spazio per il romanticismo…oggi ancora più di ieri, e sempre meno di domani.
La campanella che è suonata oggi per Marchionne a Milano deve essere sembrata un colpo di cannone per le vie Maranello…

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