Il secondo e mezzo di Lella Lombardi. La vera storia

La storia non si può riscrivere ma si può rileggere approfondire per dare a Cesare quel che è di Cesare…o meglio a Lella Lombardi.
Lella è stata la migliore donna della F1. Punto e basta. Era una vera racer,capace di destreggiarsi tra monoposto,auto gt,Endurance e perfino Nascar. Non era lì per fare bel viso agli sponsor in tv.
Ha il merito di essere l’unica donna ad essere andata a punti in F1,anche se a lei non piaceva questa distinzione uomo/donna…era un pilota come tutti gli altri.
Quel punto

arriva nella stagione 1975. Ok, è  mezzo punto perché quel gp di Spagna fu concluso prima della fine,ma nella storia pesa tantissimo. Non pesa anche il mezzo  punto di Lauda su Prost nel 1984 ad esempio?
Dobbiamo rivalutare e dare ancora più spessore alla carriera di Lella nel circus iridato. Lo dice Robin Herd,che della March di Lella era presidente e direttore tecnico con Max Mosley.

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Negli anni 70 telemetria,sensori e computer sono cose ancora sconosciute al mondo della F1. Ci penserà la Tyrrell nel 1977 ad introdurre la prima primitiva telemetria, seguita poi dalle Brabham di Gordon Murray.

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Prima del 1977 era il pilota che doveva guidare i tecnici.
Nonostante Lella non si stesse comportando male nel 1975 era comunque spesso distante da Vittorio Brambilla, il suo compagno caposquadra.

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È  proprio Herd che,in un libro su Ronnie Peterson, riporta alla gara una verità che riabilita Lella.

Dice Herd: “Lella non andava male nel 75,ma non era veloce quanto Vittorio. Si lamentava con me e Max che la vettura andava bene in entrata di curva ma sbandava in uscita col retrotreno al momento di ridare gas. Io e Max dicevamo a Lella che questo succedeva perché non la portava in curva alla stessa velocità di Vittorio e quindi la vettura si comportava male. Per Vittorio l’auto era perfetta.”

A questo punto la storia vuole che ad inzio 76 dopo il Gp di Interlagos Ronnie Peterson ne abbia le tasche piene della Lotus e che voglia tornare alla March, con la benedizione di Herd,Mosley e il conte Zanon che sposta la sponsorizzazione da Lella a Ronnie.

A Kyalami Ronnie si prepara a testare per la prima volta la March. Brambilla sta andando bene. Ronnie ha lo stesso telaio che Lella ha usato nel 1975. Parte ma resta anche lui lontanissimo dai tempi di Vittorio (che piano non andava ). 
Continua Herd : “ la cosa ci sorprese. Insomma era Ronnie Peterson come poteva esserci quel distacco? Dopo qualche giro Ronnie rientra ai box e dice che la vettura va bene in ingresso curva ma non si riesce a gestirla in uscita. In fase di accelerazione sbandava col retrotreno. Le stesse cose che ci diceva Lella ma a cui noi non credevamo. La verità è che il telaio di Lella,lo stesso che stava usando Ronnie era danneggiato. C’era una crepa nella parte posteriore che non avevamo mai controllato. Cambiato il telaio Ronnie fu da subito più veloce e quell’anno vinse a Monza. Max ed io ci siamo detti…cosa abbiamo fatto? Cosa abbiamo fatto alla povera Lella non ascoltandola? ! “

Ecco come sono andate le cose per Lella in quello spezzone di carriera alla March. Ronnie,superswede, era tra i più veloci, se non il più veloce della sua epoca. Ha riabilitato la figura di Lella. Se solo i dubbi di Lella fossero stati ascoltati e verificati,la storia sarebbe stata diversa? Io penso di si. Magari non sarebbero arrivate le vittorie, ma forse qualche punto in più certamente. Ma quella era la F1 allora. Un team garagista, per dirla alla Ferrari, come March aveva una vettura sola su cui puntare,le altre si dovevano vendere per fare cassa.
Proprio le parole di Herd ad anni di distanza danno ancora più lustro alla figura di Lella, e la consacrano nell’olimpo dei cavalieri del rischio.

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