Cockpit chiusi si o no? Rileggendo Vaillant dico SI

Sono passati pochi giorni dalla morte di Justin Wilson. Una ferita ancora aperta e una croce che nel cuore degli appassionati va ad aggiungersi purtroppo a tante altre.
La modalità  dell’ incidente di Justin ha riportato in auge la questione cockpit chiusi si o no.
Ora tralasciamo

Che in molti ,anche noi tra queste righe, all’apparire  dell’orgia  di ali ed alette nelle Indycar di quest’anno si siano preoccupati che in caso di impatto tutti quei pezzi potevano ritornare in pista nei catini  senza via di fuga. La testa del pilota nelle monoposto resta ad ora la parte più esposta agli incidenti.
Tanto si è fatto per la sicurezza e tanto si farà ancora.
Ma la domanda alla quale  la FIA sta cercando di trovare risposta è chiudere o no i cockpit?
E se si come?
La proposta Mercedes sempre poco consistente

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Perché in caso di incidente “alla Massa” la testa del pilota resterebbe comunque scoperta. Questa soluzione servirebbe per incidenti con gomme che volano o pezzi più grossi,infatti era nata come proposta dopo l’assurdo crash di Bianchi.

La seconda soluzione sarebbe chiudere il cockpit con un cupolino stile aeronautico tipo Jet.
Ma come renderlo sicuro in caso di pioggia,ribaltamento o altro che serva a prelevare velocemente il pilota?
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Questo stanno studiando alla Fia, questo stanno cercando di capire come renderlo funzionale e sicuro.

Certo chiudere gli abitacoli delle monoposto sarebbe un passo rivoluzionario. Forse metterebbe fine ad un certo modo di intendere le corse, ma è veramente questo il problema? La nostalgia?  Il non volere cambiare a tutti i costi perché così son nate e così dovranno rimanere le forme delle monoposto?

Io penso che sarebbe ora di chiudere gli abitacoli. E fregarsene della nostalgia. L’ho capito ancora di più quando mi son trovato a sfogliare la storia di Michel Vaillant del 1979: “un certo gran premio”.
Dalla matita del maestro Jean Graton esce una storia di F1 ambientata negli anni 2000,dove circuiti e macchine sono super sicure e sopratutto…hanno il cockpit chiuso!

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Questo mi ha fatto pensare e riflettere.
Se proprio Jean Graton, che per anni ha raccontato le storie più incredibili dei propri amici piloti, ha sognato per il pilota più grande di tutti i tempi Michel Vaillant,  monoposto chiuse e sicure,  perché non dovremmo farlo anche noi?
Il passo in avanti di Graton è incredibile considerando che era il 1979. Non era una prova di abilità stilistica,ma la voglia ed il pensiero di proteggere i piloti. Piloti che ha conosciuto,frequentato,ritratto nelle sue storie. Piloti che ha anche visto morire nelle sua storia. Come li abbiamo visti noi…è ci mancano tanto.
Bando alle dietrologie e alla nostalgia, è  ora di dare qualcosa e chiudere gli abitacoli… nella speranza di arrivare il prima possibile al rebus della soluzione tecnica migliore per proteggere i piloti.

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Grazie all’amico Daniele Sanfilippo per il render della Ferrari…

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