F1: Addio alla scelta libera delle gomme?

“Quando potremo scegliere noi le nostre gomme probabilmente sarà più dura per tutti”. Beh, sembra che quel giorno difficilmente arriverà, caro Arrivabene !

Il vulcanico team principal della Ferrari, nell’eccitazione del dopo gara ungherese, aveva lanciato un “avvertimento” a Pirelli e ai team concorrenti.

E’ storia nota: la Ferrari fatica con le mescole più dure perché non riesce a mandare subito in temperatura le coperture, con conseguente sofferenza specie in qualifica e nelle ripartenze dopo safety car oppure nell’ipotesi di temperature basse.

Il rovescio della medaglia è (o dovrebbe essere) la capacità di preservare meglio le gomme sulla durata e in caso di alte temperature (vedi Malesia).

E in effetti della possibilità per i team di scegliere liberamente due dei quattro compound si è a lungo discusso nell’ambito delle misure prese in esame per provare ad aumentare la spettacolarità delle gare.

Pirelli, di solito sempre accomodante verso le richieste di Ecclestone, FIA e team, stavolta aveva (giustamente) espresso tutti i propri dubbi: consentire alle squadre di scegliere liberamente le gomme comporta aggravi di costi per il fornitore degli pneumatici, rischia di determinare problemi di sicurezza in pista e danni d’immagine per la stessa Pirelli.

Al di là del discorso sicurezza (comunque prioritario),si sa che in regime di monopolio si tende a parlare del fornitore solo quando ci sono problemi.

E forature o esplosioni (di qualsiasi natura e indipendentemente dalle cause) di certo non fanno bene al marketing del gommista.

Dopo le iniziali perplessità, Pirelli (che deve pur sempre vincere la concorrenza di Michelin per il nuovo contratto di fornitore unico della F1) aveva fatto intendere che ci potevano essere margini per un accordo, magari limitando a tre le mescole tra le quali i team potevano scegliere le due da utilizzare nel week end di gara.

Ma c’è da scommettere che, dopo i fatti di Spa e le critiche -anche aspre- ricevute da Rosberg, da Vettel e dallo stesso Arrivabene, la Pirelli ci penserà non una ma cento volte prima di acconsentire.

Non solo, ma il fornitore italiano ha riproposto con forza un’idea lanciata già due anni fa.

Due compound per week end (scelti ovviamente da Pirelli) con precisi limiti massimi di utilizzo: “Prime” massimo il 50% della distanza di gara, “Option” massimo il 30% della distanza di gara.

E, visto che la matematica non è un’opinione, questo equivarrebbe a dire che ogni pilota dovrebbe effettuare (almeno) due soste a gara, con forti restrizioni alla flessibilità delle strategie e all’inventiva dei team e l’ennesima mortificazione del ruolo del pilota.

Ma non sarebbe molto meglio dare la possibilità ai team e a Pirelli stessa di testare e sviluppare le gomme in maniera seria?

E’ possibile che il fornitore debba progettare e deliberare le gomme senza sapere neanche come saranno e quanto andranno forte le nuove monoposto?

Ed è concepibile che le mescole vengano decise con mesi e mesi di anticipo senza tener conto di possibili nuove problematiche? A Spa, ad esempio, come conseguenza di questa torrida estate 2015, c’erano quasi 10 gradi in più del solito….

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