Back to the future: Il castello di carte Mastercard Lola

Sì avvicina un’altra stagione di F1. Quest’anno riusciremo a vedere la Manor Marussia in extremis,ma non più la Catheram. Accade nel grande circus che ai team storici si avvicendino o spariscano  scuderie  cerca di un posto al sole.

La cosa che fa sorridere di piu in questa epoca di social media sono i commenti contro questi team minori durante la stagione che spesso sono in fondo alla griglia, e poi vengono sistematicamente pianti quando spariscono. Spesso, quasi sempre,si da la colpa al sistema F1 nel bene e nel male dei casi.
Marussia, Catheram e ci mettiamo anche HRT,  negli anni sono stati si a fondo griglia, ma , in una F1 ipertecnologica e competitiva, non sono mai stati ai livelli pessimi e scadenti di alcuni team del passato.
Uno degli ultimi team veramente al limite del l’imbarazzo è stata la Lola Mastercard di Eric Broadley.  Il progetto di Eric era di fare un team tutto Lola dopo che per anni aveva fornito telai a diverse scuderie..l’ultima, la bellissima, ma non competitiva monoposto per la Scuderia Italia del 93 che Alboreto diceva essere tenuta in strada solo dalla gravità.
Il progetto in previsione del 1998 con motore Ford parte nel 95 e la vettura test venne   provata a Silverstone da Allan McNish.
Unico motivo per ricordarla, l’assenza dell’airscoop

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Eric nel frattempo raccoglie un po’ di soldi e trova in Mastercard un finanziatore apparentemente molto grosso.
Il problema è che in Mastercard fremono per esordire ed esporre il loro marchio nel 1997 senza aspettare il 1998, mettendo pressione alla Lola che si presenta al gp di Melbourne senza un test e con un minimo sindacale di prove in galleria del vento.
I piloti, il nostro Sospiri,  e Rosset (che nelle formule minori un fermo non era) chissà quante volte avranno maledetto quella scelta.
Durante le prove il distacco dalla Pole fu di 12! Secondi…tanto che la FIA, che di solito chiude un occhio per chi sfora il limite del 107%, quella volta manco si sogna di accettare la monoposto in gara.

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Mastercard dinnanzi alla figuraccia mondiale non ci pensò due volte a chiudere i rubinetti, peccato solo che decise di farlo all’alba del gp del Brasile quando ai meccanici e piloti già ad Interlagos non restò che fare da turisti. Finirono i sogni di gloria del nostro Sospiri che avrebbe meritato di più e meglio in F1. Rosset invece riuscì a comprarsi qualche volante negli anni successivi.
Ora capite perché tutto sommato gli ultimi 3 team ad essere entrati in F1 non sono poi così da deridere.
Come mi piace sempre ricordare, il boscaiolo Ken Tyrrell amava dire a tutti che la F1 ha bisogno di scuderie che arrivino ultime per far fare bella figura ai top team.
La Lola probabilmente con la Life fu uno dei progetti più disastrosi della storia della F1
Oggi le due Lola si trovano una

In Canada e l’altra al museo di Mondello Park…colorata di nero, spogliata dalla livrea multicolore Mastercard che si rivelò un boomerang per la visibilità.

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