Je suis Jules….pardon Charlie

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Si è scusato e ha ritrattato. Philippe Streiff, ex pilota francese che un incidente nei test di Jacarepagua nel 1989 ha costretto alla sedia alla rotelle.

La FIA, Jean Todt e il dottor Saillant avevano minacciato di denunciarlo per ingiuria e diffamazione in seguito all’intervista radiofonica rilasciata da Streiff all’emittente Radio Free.

Intendiamoci, Streiff si è fatto la cattiva (e meritata) fama di millantatore diffondendo notizie false (o comunque poi smentite) sulle condizioni di salute di Schumacher e anche nell’intervista in questione ha lanciato accuse gratuite e diffamatorie (tra le altre cose ha affermato che l’ICM, l’istituto di ricerca medica creato da Saillant e Todt, sarebbe uno strumento utilizzato “per sviare fondi”).

Ma quando critica la FIA in merito all’inchiesta sull’incidente di Bianchi, beh…qualche interrogativo rimane.

Ora noi non sappiamo se, come sostiene Streiff, l’inchiesta sia stata di parte.

Parafrasando il Max Pezzali di “Ci sono Anch’io” (Io di risposte non ne ho / mai avute mai ne avro’/
di domande ne ho quante ne vuoi…) ci limitiamo a sottolineare l’anomalia di un’indagine in cui inquirente e indagato coincidono (la commissione creata ad hoc, pescando tra gli amici di Todt -sostiene Streiff-, ha giudicato sulla base di un rapporto stilato dagli stessi soggetti il cui operato andava giudicato…) e ci (vi) chiediamo:

Visto che, in ultima analisi, la FIA ha assolto se stessa perché non ha sbagliato niente e non poteva fare niente di diverso per prevenire/evitare un incidente nel quale l’unico “colpevole umano” è Bianchi stesso, reo di non aver rallentato abbastanza in presenza delle doppie gialle, PERCHE’:

1) Si è deciso per il 2015 di anticipare l’orario di ben 5 Gran Premi, tra cui anche quello del Giappone? Non è un controsenso, visto che non si era sbagliato niente?

2) Perché la Pirelli per bocca di Paul Hembery continua a chiedere che sia data loro la possibilità di svolgere “test seri” per sviluppare come Dio comanda le gomme da bagnato ?

3) Perché introdurre la virtual safety car? Il rapporto sull’incidente di Bianchi sostiene che non c’era bisogno della safety car in quel momento e le doppie gialle (che impongono al pilota di rallentare in maniera tale da poter essere pronti a fermarsi subito) erano sufficienti (la colpa dunque è di Jules che non ha rallentato a sufficienza), quindi se gli strumenti regolamentari a disposizione erano sufficienti e sono stati adoperati correttamente dai commissari di pista e dal direttore di gara, a che serve la virtual safety car?

3) Ma soprattutto, come fa la FIA ad assolvere sé stessa visto che è stata la sua incapacità a far rispettare le regole il motivo per cui Bianchi non ha rallentato a sufficienza? Cioè, Bianchi in quel frangente si è limitato a fare quello che tutti i piloti di F1 fanno (facevano), ovvero alzare un po’ il piede cercando di perdere il meno possibile. Primo perché sono…piloti, secondo perché la FIA ha nel tempo accettato questa situazione facendola, di fatto, diventare una prassi.
Non sarebbe stato più onesto da parte della FIA dire “chiediamo scusa, abbiamo sbagliato a tollerare quella che invece era e resta un’infrazione regolamentare e quindi abbiamo anche noi le nostre responsabilità”?

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