…..Ma il Motorsport è un’altra cosa!

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Una volta si parlava di “valore educativo dello sport”, cioè della sua capacità di insegnare e radicare in chi lo pratica (a qualunque livello), ma anche di chi lo segue, valori quali il rispetto delle regole e degli avversari.

Se guardiamo una partita di calcio, credo che tutti vogliamo gustarci gol, belle parate, gesti tecnici, gioco spettacolare.

E’ naturale che, trattandosi di uno sport di contatto, falli -anche duri- possono far parte del gioco.

E infatti c’è una terna arbitrale (anzi ormai i giudici di gara sono sei) chiamata ad applicare le regole.

Quello che non è accettabile sono il gioco antisportivo, i falli di reazione (non a caso puniti con il rosso), le risse e le degenerazioni in campo e fuori.

E infatti quando queste accadono provocano (giustamente) sdegno e condanne unanimi.

Tra i più indignati troviamo spesso alcuni (presunti) fan del motorsport, i quali adoperano tali beghe calcistiche per argomentare una (presunta) superiorità degli sport motoristici, che si concretizzerebbe in cultura sportiva e fair play superiori nei praticanti e nei fan del motorsport.

Quante volte, dinanzi a piloti fischiati (Rosberg a Spa, Vettel a Monza), abbiamo sentito la frase “Queste cose lasciamole al calcio”?

Ebbene, trovo davvero ridicolo il fatto che tali persone siano spesso poi le stesse che si esaltano per le risse in pit lane o nei box.

Cosa hanno a che spartire queste scazzottate con il vero motorsport?

L’appassionato autentico, di questo sono certo, vuole vedere i sorpassi, semmai anche le sportellate, ma poi a fine gare vuole la stretta di mano oppure -se proprio divergenza deve esserci- che questa non trascenda i modi urbani.

Altrimenti non è più motor(sport), altrimenti si degenera in quelli stessi aspetti “estremi” del calcio tanto condannati da questi sedicenti appassionati.

Che poi, davanti alla puerile esaltazione di queste persone dinanzi a tali episodi (che anziché essere condannati vengono addirittura magnificati), verrebbe da chiedersi: ma voi, nella vita di tutti i giorni, le vostre divergenze le risolvete con la violenza? Siete abituati a farvi giustizia da soli? Sferrate un cazzotto al collega, amico o familiare che vi ha fatto un torto? A vostri figli insegnate (insegnerete) questo?

La cosa assume contorni ancora più preoccupanti quando tali atteggiamenti vengono portati avanti non solo dal “tifoso da bar” ma anche da chi organizza i campionati (e quindi dovrebbe prevenire tali degenerazioni, che oltretutto hanno portato proprio quest’anno ad eventi dalle conseguenze tragiche) e dai media.

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